OZONOTERAPIA nel trattamento delle carie

La carie è un processo patologico multifattoriale, il cui sviluppo richiede la presenza di carboidrati fermentabili, batteri, superfici di attacco, proteine e substrati per il nutrimento dei microbi, che formano le condizioni ambientali di nicchia acida (ANE: acid niche environment). Grazie alle proprie caratteristiche l’ozono è in grado di:
• annientare in pochi secondi funghi, batteri e virus
• eliminare le proteine acide
• ristrutturare smalto e dentina.
Fino agli anni '90 si riteneva che il processo carioso iniziasse dallo smalto e quindi dalla superficie, comportando la demineralizzazione e la formazione di una cavità, ma studi recenti hanno dimostrato che, nella grande maggioranza dei casi, la carie inizia direttamente nella dentina e quindi dall'interno del dente, lasciando in alcuni casi lo smalto apparentemente integro. Questo significa che i batteri possono penetrare nel dente attraverso fratture e microporosità dello smalto, rendendo quindi molto difficile la diagnosi, con i metodi tradizionali.
Con l’inizio del XXI secolo poi, studi e ricerche hanno definito che la carie dentale è un processo metabolico reversibile, orientato verso la demineralizzazione di smalto e dentina, implicando che più precoce è la diagnosi, maggiore è la possibilità di evitare alterazioni strutturali del dente.
A tale fine la misurazione della fluorescenza attraverso un raggio laser fluorescente che capta la riflessione da parte del dente, rappresenta un esame di grande efficacia: il tessuto sano e quello malato si comportano in maniera differente e la lettura dell'apparecchio permette una valutazione della gravità, in base ad una scala graduata. Laddove vengono riscontrati valori patologici, si procede alla terapia. Alla fine del trattamento, che dura da 10" a 60", tutto l'ozono viene aspirato e ritrasformato in ossigeno. Si applica sul dente un liquido riducente dal forte potere rimineralizzante e si congeda il paziente, il tutto senza dolore, senza anestesia e senza trapano. Dopo 6-9 settimane i pazienti sono sottoposti ad una nuova ‘lettura’: in più del 90% dei casi le lesioni risultano regredite. Nel caso sia necessario il trattamento viene ripetuto per poi effettuare un'ulteriore verifica dopo altre 6-9 settimane.

REAZIONE ALL’OZONO DEL TESSUTO CARIOGENO: MODELLO DI AZIONE
• Profondità di penetrazione 4 mm
Grazie all’energia cinetica delle particelle, le molecole penetrano nella lesione cariosa, mentre i principi fisici di compensazione della concentrazione in ragione di us in uno spazio pieno di gas permettono la medesima concentrazione in ogni punto. La forte reattività, la reazione ossidativa ‘superveloce’ e la formazione di prodotti di reazione in forma gassosa permettono così il 'rapido' avanzamento nella lesione. La concentrazione di ozono tenuta costante e l’apporto continuo di ozono nel punto di applicazione determinano una reazione continua fino a quando tutti gli elementi ossidabili vengono 'consumati'. • Effetto antibatterico
L’ozono consente la scomposizione delle pareti cellulari batteriche nel giro di pochi us, consentendo così l’immediata asetticità. • Neutralizzazione dell’acido lattico e non solo La 'reazione acida dell’ozono' permette la trasformazione in prodotti finali della reazione C02 + H20 per sospendere immediatamente il meccanismo di distacco di minerali ed arrestare la carie.
• Rispetto della struttura del collagene della dentina e degli odontoblasti
Fino tanto che il collagene e gli odontoblasti restano avvolti e ricoperti dai minerali non possono essere danneggiati in alcun modo né dagli acidi né dall’ozono, poiché l’ozono non è in grado di penetrare in una struttura minerale chiusa. Se però l’acido lattico giunto fino alla struttura del collagene o agli odontoblasti, ha già provocato dei danni, in questo caso l’ozono distrugge l’acido depositato, la struttura proteica danneggiata e le cellule orga- niche danneggiate.
• Blocco della pulpite
Con l’ozono è possibile bloccare la pulpite scatenata da un’infezione della dentina che la ricopre. Una Potendo utilizzare l’ozono nell’area vicino alla polpa si può evitare il trattamento endodontico. La completa guarigione della polpa è poi ad opera della circolazione sanguigna e dei processi di guarigione dell’organismo. • Sollievo immediato dal dolore dopo l’applicazione
Lo stimolo del dolore si propaga direttamente alla polpa attraverso il liquor dentinale, contenuto nei tubuli dentinali. La pressione meccanica del liquor dentinale sulla 'colonna di liquido' trasmette la sensazione di dolore alla polpa, che il paziente percepisce quando esercita una pressione su una zona cariata spugnosa ed infetta, ad esempio masticando. L’ozono penetra nei tubuli attraverso la lesione cariosa ed ossida in C02 e H20 gli aminoacidi contenuti nel liquor dentinale. L’azoto, volatile, abbandona la zona, anche in conseguenza del sottovuoto creato da HealOzone, lasciando nei tubuli solo piccole quantità di aminoacidi e di acqua. E’ così che la colonna di liquido non arriva più fino all’apertura dei tubuli 'eliminando' la sensazione di dolore.